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giovedì 29 settembre 2011

la non-partenza:((

Per motivi legati al lavoro devo rinunciare ad un viaggio in Turchia. Lo so già da vari mesi, ma più si avvicina la data della non - partenza e più mi dispiace. Io che amo così tanto viaggiare e ho la valigia sempre pronta, sono arrabiatta con me stessa di farmi condizionare da interferenze assolutamente evitabili. Ormai la decisone è presa, ma non succederà più.......ciao cara SPA nel hotel più bello di Istambul, ciao cari amici e amiche turche che mi stavate apsettando.....ci vediamo a febbraio in Polonia......UFFAMANNAGGIAAMEEAQUANTOSOBOSTATASCEMA!!!!!!!!!!!!!!!!!

martedì 27 settembre 2011

Mi chiedo se il profumo del mattino ad un certo punto si dissolve perchè ne resta attaccato un pò su ciascuno di noi, per darci quella energia "pulita" di cui abbiamo bisogno per tutto il giorno.......

sabato 24 settembre 2011

Don Giovanni per ragazzi

 Alessandro Baricco riscrive e legge la sua storia di Don Giovanni: la vita pazza e la morte coraggiosa di un uomo che amava troppo le donne per volerne una sola. In dieci capitoli, con ritmo incalzante, per un tempo di lettura che ruota intorno all'ora, Baricco riesce a trasmettere ai lettori di tutte le età il fascino di un personaggio al tempo stesso amato e odiato, complesso e discutibile, la cui forza e mistero ha attraversato i secoli e ha stregato artisti, filosofi, scrittori, musicisti, registi di tutti i tempi. Età di lettura: da 8 anni.

venerdì 23 settembre 2011

Foto dello scrapbook

BUONANOTTE

Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.

Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.
-- Pablo Neruda

martedì 20 settembre 2011

Miss...(ione) (possi).....Bile

Miss Italia.......che dire, un concorso che fa parte della tradizione del nostro paese ed è inutile negare che anche chi non ha guardato "la competizione" in tv, ha poi dato un'occhiata ai giornali per sapere com'è in realtà la donna con i canoni di bellezza più consoni alla tendenza del desiderio del maschio del 2011 (perchè in fondo di questo si tratta : l'incarnazione di un sogno). Bè non sta a me giudicare un concorso di una risonanza così grande. Semplicemente,  pensavo, oggi,  tra me e me: perchè nominarlo Miss italia?...E' così svilente pensare a quanto inutile è un titolo del genere, che quasi quasi mi vien voglia di piangere. Sarebbe meglio nominarle come le fasce che già indossano per i premi di consolazione : miss cinema, miss cotonella, miss culodritto ecc, ecc...almeno darebbero un significato alla loro Miss(ione) e proverebbero in qualche modo l'appartenenza ad un filone tematico qualsiasi.  Si sa, i concorsi di bellezza sono sempre esistiti, ma penso fermamente che anche la ragazza più oca  non sia fatta solo di corpo. Benchè abbiano cercato di mostrare "la simpatia" o le eventuali capacità cognitive delle miss, facendole parlare o rispondere a semplici domande, non hanno permesso alle giovani concorrenti di mostrarsi come umane, ma in qualche modo hanno confermato l'appartenenza ad un mondo (che dico? mondo? volevo dire magazzino, visto che hanno tutte un numero identificativo)  abitato da statue bellissime, ma pur sempre statue  ........Insomma l'elogio alla bellezza non viene fatto in miss Italia, l'elogio alla cultura nemmeno, che cosa si elogia, allora? Io dico la svalorizzazione dell'armonia naturale di qualsiasi ragazza di vent'anni e dei suoi sogni unici e diversi da quelli di qualsiasi altra . Si tenta di raggruppare sotto una corona la sottomissione al Dio dell'etere: il signor auditel , la spontaneità di un'età che non ritorna.
Insomma vorrei che si svolgesse un concorso per il cinema , il teatro e la televisione, a cui partecipassero ragazze vestite come piace a loro, emozionate, perfette o imperfette così come sarebbero se le incontrassi da Mc Donald alle 15.00 di pomeriggio dopo le lezioni all'università.

Frank Sinatra - That's Life


.....l'eleganza di Sinatra è inimitabile

empatia, gentilezza e simili

Winnicott sosteneva sulla gentilezza : "la capacità di un individuo di entrare in forma immaginativa e in maniera accurata, nei pensieri, nei sentimenti, nelle speranze e nelle paure di un’altra persona; e anche di concedere a un’altra persona di fare la stessa cosa con lui".......Winnicott mi trova assolutamente d'accordo e proprio questa mattina confrontandomi con un'amica si faceva riferimento alla capacità empatica di ognuno di noi come provocatrice di gentilezza, una gentilezza intesa in senso laico, una gentilezza tesa a dare valore profondo all'appartenenza reciproca.
Tutti (o quasi tutti) siamo capaci di atti di gentilezza occasionali. Ci donano una sottile ed intensa gratificazione, come un piacere proibito. Tuttavia ne siamo al contempo estremamente disturbati. Non riusciamo ad essere mai così generosi come vorremmo, ma niente ci ferisce più di una gentilezza non ricevuta.
Pur tuttaviala gentilezza, nella maggior parte dei casi, è un’opzione temporanea, delegata ad esprimersi pienamente in figure femminili (prima di tutto le madri), o in personaggi in odore di santità. Perché, nonostante sia contagiosa, come il riso o il pianto, si scontra con tali resistenze interiori che ne smorzano il flusso spontaneo, fino a riuscire talvolta ad annullarlo? Perché genera perfino sospetto, diffidenza? Come e quando abbiamo perso la fiducia nell’altro, al punto di credere che la generosità ci impedirà di avere successo nella vita o che vi siano piaceri più grandi della generosità, e perché la maggior parte di noi pensa che in definitiva siamo tutti pazzi, cattivi e pericolosi, in competizione per qualsiasi cosa valga la pena di possedere?

Gli interrogativi si intrecciano: la gentilezza rappresenta una forma di egoismo mascherato o una fragile barriera protettiva contro l’aggressività altrui (sarò gentile con te così tu non potrai farmi del male), o una virtù dei deboli? Le forme quasi automatiche in cui rispondiamo alle emozioni dell’altro, in particolare alla sofferenza, come la mimesi (osserviamo l’espressione di un altro e la imitiamo) fanno pensare a un dono naturale dell'essere umano a protrarsi verso l'altro, il che ha la sua valenza scientifica, visto che l'uomo è un animale sociale, cosa che già sosteneva Rousseau "La generosità è un aprirsi agli altri, che,  ci espande, e così gratifica la nostra natura profondamente sociale”. Ma a mio avviso non è solo una questione di capacità naturale o di opportunismo egoistico mirato alla selezione naturale o come nuovo indicatore di forza, trovo che la genitilezza sia un fragile ponte che collega due entità separate, il sé e l’altro, che diventano noi, ma mantenendo la propria individualità, con coscienza di sè e coscienza dell'altro, poichè solo chi sa essere gentile conosce "i confini" dell'altro, uno spazio unico e inviolabile

sabato 17 settembre 2011

La gentilezza d'animo

La gentilezza d'animo una faccenda complicata su cui scriverò molto nei prossimi giorni

lunedì 12 settembre 2011

Il vecchio e la candela.wmv


Questa sera voglio pubblicare questa fantastica poesia di Elio Bucciantonio. Di lui posso dire che è una persona di una sensibilità straordinaria, capace di cogliere le sfumature che la vita "veloce" di ogni giorno a volte lascia in ombra e sa trasformare il tutto in versi delicatissimi. Sono fiera di avere un amico così.

studenti modello e studenti monelli

Il primo giorno di scuola di ogni anno scolastico è impresso nella memoria di tutti noi e io mi sono sempre chiesta: perchè? ....mi sono risposta così:
In fondo le aspettative di accoglienza da parte dei pari e degli adulti ci sono: gli insegnanti si aspettano di avere tutti studenti curiosi, attenti e capaci ; i pari si aspettano di essere ascoltati, capiti, coccolati, aiutati e noi stessi da studenti abbiamo sempre desiderato di essere accolti in un gruppo classe in modo positivo e comunque  tutta la vita scolastica è stata connotata dal desiderio di avere agli occhi dei nostri insegnanti un'immagine da studente volenteroso e dedito allo studio. Sarà capitato di deludere noi stessi e gli altri molte volte per questa ragione, credo, ogni anno il primo giorno di scuola si tentava di tornare in classe con addosso una nuova immagine di studente e la storia invece puntualmente  si ripeteva.......

ho scrito al passato, ma anche i ragazzi che ancora vanno a scuola, stamattina tornando tra i banchi si saranno segretamente promessi di non maltrattare i loro libri, di studiare da oggi stesso tutte le lezioni del giorno, di utilizzare il diario solo per appuntare le consegne per casa, di non chiacchierare,  di rispettare gli insegnanti, di essere lo studente modello che è nella testa di ogni studente monello ....ne sono sicura
Roma

domenica 11 settembre 2011

il pollo

Piccola vanità. Il pollo ha sempre un suo perchè. Ci sono milioni di ricette, ma prepararlo semplicemente con le sue amate patate non è un'arte così semplice.
C'è chi le patate le fa inzuppare d'olio e chi fa seccare la carne, chi cucina il tutto come nella mensa dell'ospedale e chi invece fa abrustolire il tutto come se dovesse mangiarlo il cane che sta mettendo denti..............insomma, il mio pollo mi piace  perchè mi viene croccante al punto giusto e le patate le insaporisco con il rosmarino del mio giardinetto....durante la cottura ci metto un pò di sale grosso e pezzetti di cipolla tra le patate......, per stasera lascio solo i  complimenti al pollo che è nel mio forno...e qui mi sa che devo aggiungere per me : chi si loda s'imbroda..(oh, ma chi se ne frega.......e non ho parlato del pesce!!!!)........:)))

L'amore trasparente - Ivano Fossati

UN SOGNO

Un sogno recente e' stato quello di trovarmi con tutte le persone a cui voglio bene in una Citta fatta di case color pastello... Ci trovavamo in un giardino a fare un grande barbecue e nessuno era arrabbiato, ansioso, invidioso o permaloso... Mi sono svegliata così Serena che pensavo di poter applicare il modello alla vita reale; sicché chiamo subito una mia amica chiedendole che ne pensasse di una settimana di vacanza tutti insieme.... Mi risponde:"Claudia, spiegami perché hai sempre queste manie di cameratismo ?"..... con il nodo in gola chiudo la telefonata pensando che i sogni e' giusto che restino tra le braccia tranquille di mister Morfeo

venerdì 9 settembre 2011

sul viaggiare

Bisogna vedere quel che non si è visto,
veder di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera quel che si è visto in estate,
vedere di giorno quel che si è visto di notte,
con il sole dove la prima volta pioveva...l'ombra che non c'era.
Bisogna ritornare sui passi già dati...per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.

Josè Saramago

giovedì 8 settembre 2011

Inaspettatatamente

Senza troppe aspettative, la vita è migliore. Gustarsi quello che accadrà senza troppe attese per i risultati è una capacità fuori dal comune. Imparare a vivere "Carpe diem" è il segreto più profondo di questa modalità a mio avviso.... Non significa affatto che non bisogna programmare il proprio percorso, semplicemente, non esagerare nell'aspettarsi troppo da se stessi e dagli altri: i risultati potrebbero essere sorprendenti e le sorprese potrebbero essere i risultati....

Le Vibrazioni - Insolita

mercoledì 7 settembre 2011

senza facebook

Ieri mi sono cancellata da facebook. Niente di grave per molti comuni mortali, ma non per me. In questo social network ho ritrovato molti vecchi amici e anche splendidi nuovi compagni di merende e avventure; ai vecchi amici senza facebook non avrei telefonato per sapere se "who wants to live forever" dei Queen è ancora uno dei loro brani preferiti, oppure, non mi sarei mai sognata di chiamare nemmeno per un importante "come stai?"...ciònonostante (ma si scrive attaccato o staccato?) mi sono cancellata. Non ho saputo seguire le indicazioni del vecchio e saggio Karl Popper di "cattiva maestra televisione" , mi sono fatta prendere un pò la mano: per due anni ho vissuto con facebook acceso e posizionato in basso nel mio desktop, sempre pronta a rispondere, intervenire , dare pareri eccetera eccetera... Oggi che ho schiacciato "disattiva account" mi sento un pò vuota, ma devo dire molto libera. Libera di sapere o non sapere i problemi o i gusti dei miei amici, libera di non dire a nessuno come sto oggi o di condividerlo esclusivamente con chi so che mi sa ascoltare e non investiga su di me trarne vantaggi o pettegolezzi. Questo taglio netto era ciò di cui avevo bisogno in questo momento. E' assolutamente probabile che tra un mese (o anche meno, ma perchè no anche più) io abbia voglia di condividermi  nuovamente e velocemente con il mondo . Per adesso coltiverò questo blog, che mi da l'idea di seguire più i miei ritmi e mi lascia molto più "spazio" . I miei amici adorabili li vedrò fuori dallo schermo e benvengano tutti se mi vorranno leggere qui .