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lunedì 6 dicembre 2010

La valutazione sommativa o la valutazione formativa?

Senza volerlo, nella nostra vita ci troviamo spesso a fare  valutazioni. Volevo invitare a riflettere sul nostro modo di dare valore. Quando si va a scuola si incontrano diverse tipologie di insegnanti: quelli che prima  di emettere un giudizio numerico, il fatitico voto, tengono conto del percorso svolto dall'alunno, dell'impegno, della costanza, della capacità di rielaborazione personale, sono  quelli che sanno prestare attenzione ai processi  e s'impegnano a conoscere i propri alunni . Poi ci sono gli insegnanti che in una versione di latino  non tengono conto di nulla se non del prodotto e quindi del risultato finale,  così spesso, molto spesso, direi, chi non studia, ma è fortunato si ritrova voti eccellenti e chi invece studia, ma qualche volta è più sfortunato o anche semplicemente emotivo, si ritrova con una pagella mediocre o poco più.
Così accade anche nella vita: nel lavoro, nella vita sentimentale e perfino quando si prepara un pranzo per amici..... Mi chiedo: se tutti noi provassimo a osservare con più attenzione chi ci circonda senza essere superficiali, sprecando qualche energia in più ....ne guadagneremmo oppure la fatica impiegata servirebbe a dare valore a tutti i componenti della relazione? Credo che la risposta sia abbastanza ovvia : tutti noi ci auspichiamo che  i componenti di una relazione educativa, di una relazione lavoro o anche sentimentale possano dare un valore formativo, di crescita, di miglioramento all'altro. Non è facile, ma sono convinta che il valore aggiunto sarà che ognuno sentendosi accolto, darà il meglio di sè. Vi pare poco?

mercoledì 1 dicembre 2010

La compartecipazione educativa

Mi risulta che la famiglia sia la prima agenzia educativa. Eppure mi capita di assistere alla "monoeducazione", ossia vedo mamme che hanno "preso in carico", l'educazione dei piccoli, occupandosene a 360°. Padri che delegano, nonni che giudicano, zii presi dalle loro vite. Improvvisamente in un momento di bisogno educativo compaiono come saccenti , invadendo il campo, senza nessun filtro . Sarebbe bello se i componenti del nucleo familiare, prima di emettere sentenze e pareri circa la "soluzione" ad eventuali problemi, cercassero di entrare in contatto con la figura  predominate (di cui tutti si sono fidati fino a quel momento), cercando di capire e provando a entrare nella relazione educativa bussando.

lunedì 29 novembre 2010

Metafore

Si è soliti paragonare la vita ad un albero, un fiume, un seme e chi più ne ha più ne metta...a dire il vero la metafora che preferisco è quella del quadro.
Credo che nulla si possa avvicinare più di un quadro alla similitudine con la propria vita. I nostri genitori, parenti e amici danno forma alla tela, possono darci i colori e perfino una sala mostra, ma in fondo quel quadro sarà una nostra creazione, ognuno darà forma all'opera con le tecniche più congeniali, ciascuno userà i colori nel modo che gli si appropriano e sicchè guardandolo qualcuno lo amerà e qualcun altro lo definirà spazzatura.......