In fondo però chi non è in grado di sopportare la propria solitudine non è nemmeno capace di vivere liberamente. Per essere liberi bisogna radicarsi in una dimensione interiore di solitudine, e per poter affrontare la propria solitudine bisogna desiderare, più d’ogni altra cosa, la libertà. Essere soli non significa però ritirarsi su un monte o rinchiudersi in casa e non vedere più nessuno. La solitudine di cui parlo è una solitudine interiore, è una condizione in cui la nostra coscienza non è più compromessa e fusa assieme alle spinte del desiderio e dei condizionamenti ambientali e culturali. Quando la nostra coscienza diviene capace di scegliere e agire unicamente in base alla sua “legge interna”, alla sua profonda, intima e personale percezione del bene, ecco che la libertà è realizzata, tutte le paure sono state dissolte e la nostra solitudine interiore non ci terrorizza più, ma, anzi, diviene la nostra più cara e inviolabile dimora. ----proprio allora Facebook e company diventano un luogo dove "vivere" se stessi in una dimensione assolutamente identica alla realtà, prchè dopotutto è reale....
Una realtà fugace, ma reale
Questo blog è solo un pezzetto di me. Nel mondo ci sono pezzetti di me sparsi qua e là.....e non è detto che sia un male
giovedì 10 febbraio 2011
effimera realtà
Diciamocelo: siamo immersi nel virtuale con i suoi linguaggi e soprattutto con i suoi tempi. Partirò per qualche giorno e già mi sovviene un dubbio: quanto perderò su facebook? Direte, ma che t'importa?...in effetti poco, visto che il luogo dove andrò, è stato sperato, sognato, desiderato, ma allo stesso tempo perderò qualcosa.....infatti a mio avviso facebook ha un grosso difetto, non sa conservare memoria di ciò che si scrive...... è effimero....così perderò tante cose inutili e riptitive, ma anche tante cose che m'interessano. Non ne faccio un questione voyeristica, assolutamente, mi rendo semplicemente conto che i miei amici comunicano in modo diverso e addirittura il telefono diventa antico e superato. Di contro, rifletto e mi chiedo l'utilità di questi social network e mi accorgo che a volte è un surrogato della piazza in cui un tempo uscivamo a fare la passeggiata......un luogo dove non sei solo.
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