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martedì 30 novembre 2010

La macchina degli abbracci

Ci sono alcuni giorni in cui davvero ti sembra che tutto si svolga in bianco e nero. Fuori piove, il traffico è più ingombrante del solito e la tua figura appare straniera e completamente diversa da come la vedi 364 giorni all'anno, escluso stamattina........ Provi ad accendere la radio, ma lo speeker è coì allegro che ti fa venire i nervi, accendi la musica da Cd e provi a respirare, ma tutto è inutile....decidi di farti una tisana e mangiare un biscotto: le riviste di benessere lo danno quasi per scontato che una sana tazza di thè ti cambia l'esistenza.....ma l'inquietitudie resta ti resta appicicata. Disarmata, seccata e stizzita provi a chiudere gli occhi e ti accorgi che la macchina degli abbracci inventata da Temple Gradin è quello che ci vorrebbe ora per te....resta un'unica opzione: sperare che qualcuno in un angolo sperduto stia pensando di aver voglia di stringerti a sè....... e intanto fuori continua a piovere

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